Yacht Britannia, la nave di Sua Maestà

di
Yacht Britannia © Andrea Lessona

Yacht Britannia © Andrea Lessona

Riverbero regale d’antica stirpe, lo Yacht Britannia galleggia immobile nelle acque di Edimburgo. Ormeggiata in modo permanente all’Ocean Terminal, nel distretto di Leith, la nave è oggi un museo per raccontare la sua storia e quella della famiglia reale britannica per cui fu realizzata.

Costruita nei cantieri scozzesi di West Dunbartonshire dalla John Brown & Company, l’imbarcazione che ho di fronte, fu varata il 16 aprile del 1953 ed entrò in servizio l’11 gennaio 1954. I suoi 126 metri di lunghezza dovevano portare i reali inglesi per i sette mari garantendo lusso e sicurezza.

In caso di guerra, l’HMY (Her Majesty’s Yacht Britannia) era stato progettato per essere riconvertito in nave ospedale e dare conforto e assistenza a rifugiati e feriti. A cominciare da Sua Maestà, la regina Elisabetta II.

I tre alberi della nave, che vantava un equipaggio di 19 ufficiali e 217 uomini, oltre a un plotone di Royal Marines, si mossero per un’ultima missione il 1º luglio 1997: nel giorno della restituzione di Hong Kong alla Cina, portarono via dalla ormai ex colonia l’ultimo governatore, Chris Patten, e il Principe di Galles.

Principe di Galles che, in occasione del matrimonio con Lady Diana, aveva usato lo Yacht Britannia per il viaggio di nozze. La nave regale fu radiata l’11 dicembre dello stesso anno dopo oltre quaranta al servizio dei Windsor e 2.014.278 di chilometri percorsi.

Adesso è qui, attraccata per sempre all’Ocean Terminal di Leith, l’enorme centro commerciale a nord di Edimburgo in cui si trova il Visitor Centre dove acquistare il biglietto e poi iniziare a esplorare l’imbarcazione.

Sempre tirato a lucido, lo Yacht Britannia accoglie nel suo ventre d’acciaio oltre trecento mila visitatori l’anno. Mentre attraverso i vari livelli della nave, mi sembra davvero di attraversare la storia.

Abili mani costruttrici l’hanno assemblata e resa unica, 83ª imbarcazione di questo tipo dalla restaurazione di Carlo II d’Inghilterra nel 1660. Tutto è conservato con cura come se si attendesse un ospite d’eccezione: “Ed è così – mi dice un addetto alla sicurezza – noi consideriamo tali i turisti. Benvenuto a bordo!”.

Il mio viaggio nella nave mi porta nella sala motori: le macchine brillano alla luce artificiale delle lampade mentre l’odore di carburante impregna ancora l’aria. Salito, cammino i passaggi stretti che portano alle cabine dell’equipaggio e poi a quelle degli ufficiali. Sopra si trovano le stanze dei reali, il salotto, la sala da pranzo.

Raggiunta la coperta, mi avvicino alla campana brillante in cui è inciso il nome dell’imbarcazione. Dalla sua poppa guardo l’ombra dello Yacht Britannia galleggiare immobile nelle acque di Edimburgo, riverbero regale di antica stirpe.

Per approfondire:
Wikipedia

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