Taverna di Deacon Brodie, la Edimburgo del Dr Jekyll e Mr Hyde

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La Taverna di Deacon Brodie, Edimburgo © Andrea Lessona

La Taverna di Deacon Brodie, Edimburgo © Andrea Lessona

Nella taverna di Deacon Brodie, il profumo degli haggis sale le scale: e dal piano terra arriva al secondo. Ultimo di una fila interminabile, aspetto un tavolo libero e di poter mangiare il famoso insaccato, così caratteristico qui a Edimburgo.

Mi hanno assicurato che la ricetta non è cambiata: è la stessa dei tempi di Robert Louis Stevenson – il grande scrittore scozzese che per creare Lo strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde sembra si sia ispirato alla persona cui è intitolato questo famoso locale.

La Taverna di Deacon Brodie si trova sul Royal Mile all’angolo tra Lawnmarket e Bank Street verso The Mound. E, oltre a sfornare piatti prelibati, è anche uno dei luoghi caratteristici della capitale scozzese per la storia del personaggio che le dà nome.

William Brodie, meglio conosciuto con l’influente titolo di “Diacono Brodie”, nacque il 28 settembre del 1741 e morì il 1° ottobre 1788. Impiccato. Perché se di giorno era un famoso artigiano e persino un rispettabile politico, di notte diventava uno scassinatore.

Mentre, a metà della fila, l’ennesimo piatto di haggis mi passa sotto il naso e sale il secondo piano della Taverna di Deacon Brodie, penso che questa persona deve essere stata davvero preziosa per Stevenson.

Una doppia anima per un doppio ruolo, ideale per tratteggiare il personaggio principale di uno dei suoi romanzi più famosi e di maggior successo. Sembra che Brodie rubasse per giocare d’azzardo ma anche per sentire l’adrenalina scorrergli nel sangue durante i furti.

Un’insana emozione che controllava di giorno ma deflagrava di notte: quando, nell’oscurità, da uomo d’affari, membro del consiglio del burgh e presidente della “Corporazione di falegnami e scalpellini” si trasformava in delinquente.

Grazie al suo lavoro artigianale di costruttore di armadietti e riparatore di serrature e meccanismi di sicurezza e alla frequentazione di membri dell’alta borghesia, riusciva a intrufolarsi nelle abitazioni. E a rubare.

Almeno sino a quando non fu denunciato dal complice che, per evitare la deportazione, fece il suo nome. Arrestato, processato e condannato fu impiccato il 1º ottobre del 1788, nella prigione municipale di Edimburgo, il Tolbooth.

Nella taverna di Deacon Brodie, la fila è finita: salgo le scale col profumo degli haggis. Là, nell’angolo vicino la finestra che dà sul Royal Mile, c’è il mio tavolo. Sul legno, una parola incisa – seppur sbiadita dal tempo, è ancora leggibile: gambler, giocatore d’azzardo.

Per approfondire:
Wikipedia

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