Un viaggio unico di cinque giorni e 925 chilometri a bordo di un convoglio leggendario per scoprire il cuore e l’anima scozzesi, avvinti dalla magia e dal lusso elegante di un treno da crociera.
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Castello di Glamis, stirpe regale scozzese

Nel maniero dei conti di Strathmore e Kinghorne dove dal 1372 hanno vissuto molti dei reali scozzesi e inglesi. L’ultima grande tappa del memorabile viaggio a bordo del Royal Scotsman.
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Nel cuore del Cairngorms National Park per vivere una nuova esperienza tra i pini secolari della Caledonia e scoprire la tenuta di Rothiemurchus. Un’altra affascinante tappa del viaggio a bordo del Royal Scotsman.
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Nel cuore della Spey Valley per scoprire uno dei manieri più romantici di Scozia, dimora dal 1546 della famiglia Macpherson-Grant. Una nuova e affascinante tappa del viaggio a bordo del Royal Scotsman.
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Nelle acque grigio cielo del Loch Carron per fotografare la colonia di foche al largo del lago marino delle Highlands. Un’altra grande tappa del viaggio a bordo del Royal Scotsman.
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A ovest di Inverness, sulla Black Isle, in una delle più vecchie distillerie di Scozia per scoprire i segreti del whisky prodotto dal 1838. Altra entusiasmante tappa del viaggio a bordo del Royal Scotsman.
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A bordo del Royal Scotsman per attraversare il ponte ferroviario più famoso del paese scozzese: un’opera ingegneristica unica di fine Ottocento che le vale l’appellativo di ottava meraviglia del mondo.
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The Royal Scotsman
L’eco del Royal Scotsman si perde tra le Highlands, scia di ricordi vivi per un viaggio senza tempo. Dalla veranda della carrozza panoramica sento il ritmo ferrato del treno più famoso di Scozia raccontarsi lungo le ultime miglia verso Edimburgo.
È lì, nella stazione di Waverley Station, centro della capitale scozzese, che cinque giorni fa ho ammirato per la prima volta la livrea porpora del convoglio. Dalla sala d’aspetto dove ho fatto check in, ho raggiunto il binario 21 seguendo la melodia di una cornamusa suonata da un membro dello staff in costume tradizionale.
Poi sono salito a bordo, emozionato. Ho camminato lungo i corridoi degli scompartimenti: e dal primo in testa, quello di osservatorio, sono passato attraverso le due sale da pranzo. Superando la lunga fila delle 14 cabine doppie, le due matrimoniali e le quattro singole sono arrivato nella mia. Insieme al vagone di servizio formano il Royal Scotsman.
A trainarlo dal 1985, quando entrò in funzione, c’è una locomotiva diesel. Nel 1990 dopo cinque anni di successi, i proprietari decisero di comperare nuove carrozze e lo resero quello che è ora: un convoglio da crociera su rotaie in cui il lusso elegante è sinonimo di tradizione, storia e cultura scozzese.
Una storia di ingegno e passione che ho incontrato 14 chilometri dopo aver lasciato Edimburgo: il treno ha attraversato il Forth Railway Bridge, il ponte a sbalzo simbolo dell’età Vittoriana, considerato l’ottava meraviglia del mondo.
Superato così la profonda insenatura del Firth of Forth, il convoglio ha proseguito lungo la costa orientale della Scozia. Passando per Arbroath, Montrose e Aberdeen ha raggiunto la città mercato di Keith. Qui si è fermato per la notte, ripartendo il giorno dopo verso Inverness, la capitale delle Highlands.
Sul limite della Black Isle, a ovest della città, ho visitato a Muir of Ord la Glen Ord Distillery, una delle più vecchie distillerie del paese. Fondata nel 1838, ancora oggi continua a trasformare in malto il proprio orzo e a usare una lunga fermentazione e una lenta distillazione per produrre un whisky unico che ho degustato alla fine del tour.
Ritornato al treno, ho visto le acque grigio cielo del Loch Luichart e l’erica porpora sulle Torridon Mountains: sono così vecchie che non contengono fossili. I geologi pensano che sia siano nate prima di ogni altra forma di vita. Proseguendo sempre in direzione del Kyle of Lochalsh, il Royal Scotsman si è fermato a Plockton.
Qui mi sono imbarcato su un piccolo peschereccio per vedere la colonia di foche che serene oziano lungo gli isolotti al largo del villaggio da cui si vedono le Applecross Mountains. Ritornato al convoglio, ho cenato con il tramonto negli occhi: come un quadro dipinto, il sole moriva su Skye e sfregiava il ponte che unisce l’Isola delle nebbie al Kyle of Lochalsh.
Il giorno seguente il treno ha viaggiato nel cuore delle Highlands lungo il Beauly Firth, verso la fine del Canale di Caledonia e poi a sud verso Carrbridge. Dopo pranzo, ho visitato Ballindalloch, uno dei castelli più romantici di Scozia e i suoi giardini magnifici. Ho conosciuto l’ultimo erede della famiglia Macpherson-Grant, e con lei ho condiviso l’amore per il suo paese.
Il penultimo giorno a Rothiemurchus Estate, nel cuore del Cairngorms National Park, ho scoperto l’omonima foresta, una delle più vaste ricoperta dei pini nativi della Caledonia. Poi, in una gara senza premi, ho sparato ai piattelli che volavano tra i suoi rami, ho pescato tra le acque scintillanti dei suoi fiumi e ho camminato respirando il suo profumo.
Nel pomeriggio, dopo aver raggiunto Dunkeld ho visitato a pochi chilometri della stazione il Glamis Castle, la residenza del conte di Strathmore and Kinghorne, e casa d’infanzia della Regina Madre. La famiglia Bowes-Lyon family ha vissuto qui sin dal 1372 quando a Sir John Lyon fu garantito il titolo nobiliare da Re Robert II. Da allora il castello è stato visitato e abitato da molti membri della Famiglia Reale Britannica.
L’ultima notte a bordo del Royal Scotsman è stata un fremere di antiche danze sulla piattaforma di Dundee. Mentre la musica suonava nella loro mente, i passeggeri e i membri dello staff hanno allungato le ombre ballerine nella luce artificiale della stazione.
La mattina è l’addio alle Highlands: un’eco di ricordi vivi dalla veranda della carrozza panoramica come me li ha raccontati, in cinque giorni e 925 chilometri di viaggio, il Royal Scotsman.
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