Isole Shetland, l’altra Scozia

di Andrea Lessona
28 gennaio 2013
Isole Shetland, Scozia © Andrea Lessona

Un viaggio oltre l’orizzonte della Scozia per scoprire queste terre emerse dai flutti dell’Atlantico. Isole di una bellezza affascinante avvolte dalla simmer dim, la luce crepuscolare del Nord.

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Isola di Fetlar, il giardino delle Shetland

22 giugno 2017
Isola di Feltar, il giardino delle Shetland © Andrea Lessona Pony sull'isola di Feltar, Shetland © Andrea Lessona Il Feltar Interpretive Centre sull'isola di Feltar, Shetland © Andrea Lessona

È la più fertile degli atolli settentrionali dell’arcipelago: un infinito campo in fiore dove meno di un centinaio di persone vivono tra greggi di pecore e volatili rarissimi.

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South Mainland, il tesoro archeologico delle Shetland

12 novembre 2013
Il South Mainland delle Shetland visto dall'areo a elica © Andrea Lessona Gabbiani in volo a Sumburgh Head - South Mainland, Shetland © Andrea Lessona I pony del South Mainland, Shetland © Andrea Lessona

Il sud delle isole è terra lunga stretta da attraversare tutta per scoprirne la natura sublime e i resti ineguagliabili di antiche civiltà.

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Isola di Unst, alla fine delle Shetland

3 ottobre 2013
Alla fine di Unst e delle Shetland © Andrea Lessona Unst Boat Heaven - Unst, Shetland © Andrea Lessona A bordo della Skidblander - Unst, Shetland © Andrea Lessona

Attraverso l’ultimo atollo dell’arcipelago per scoprirne il suo estremo. Tra resti norreni, eccentriche fermate di bus e scenari senza eguali.

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Yell, l’isola più grande delle Shetland settentrionali

1 agosto 2013
L'isola di Yell Shetland vista dal traghetto © Andrea Lessona Windhouse la casa infestata di fantasmi, Yell Shetland © Andrea Lessona Burravoe, Yell Shetland © Andrea Lessona

È la più estesa delle tre Isole del Nord dell’arcipelago e la meno turistica: torbiere piatte all’interno e profonde insenature ne fanno il luogo ideale per uccelli e lontre, i veri padroni dell’atollo.

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Northmavine, la penisola nord-occidentale delle Shetland

17 luglio 2013
Litorale del Northmavine, Shetland © Andrea Lessona Abitazioni lungo i litorali di Northmavine, Shetland © Andrea Lessona Cimitero  vicino a Stenness - Northmavine, Shetland © Andrea Lessona

Con il suo paesaggio variegato è una delle zone più pittoresche e affascinanti dell’arcipelago. Dai suoi faraglioni a picco sull’oceano si gode una vista impareggiabile.

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North Mainland, il Nord delle Shetland

20 giugno 2013
I litorali scoscesi della North Mainland, Shetland © Andrea Lessona La brughiera della North Mainland, Shetland © Andrea Lessona Particolare del Sullom Voe Oil Terminal, Shetland © Andrea Lessona

Zona di contrasti estremi tra la costa e l’interno disteso di brughiere, regala scenari mozzafiato con i suoi litorali scoscesi a picco sull’oceano.

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Westside, l’ovest delle Shetland

10 maggio 2013
Il profilo sfocato di Papa Stour visto da Huxter © Andrea Lessona Uno dei tanti ruscelli nel Westside delle Shetland © Andrea Lessona Alcune case dalla foggia norrena a Sandness © Andrea Lessona

Una brughiera infinita ricamata di bruno e viola caratterizza questa zona dell’arcipelago dove in piccoli villaggi poche persone vivono al ritmo della Natura.

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Shetlanders, gli abitanti delle Shetland

16 aprile 2013
Tommy e Mary Isbister, shetlanders © Andrea Lessona Tommy Isbister e le sue amate barche a Burland © Andrea Lessona Il piccolo mulino ad acqua di Burland, Shetland © Andrea Lessona

Un incontro sull’isola di Tondra con una famiglia dal cuore e dall’orgoglio norreno che gestisce un podere nel rispetto della natura e che vive tra pony, agnelli, violini e barche.

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Scalloway, l’antico capoluogo delle Shetland

25 marzo 2013
Scalloway, Shetland © Andrea Lessona Il castello di Scalloway, Shetland © Andrea Lessona La baia di Scalloway © Andrea Lessona

Scrigno di ricordi di gesta e imprese eroiche conservate nel museo e nel castello, la cittadina sta vivendo oggi una una rinascita economica grazie alle nuove industrie ittiche.

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Dim Riv, la nave vichinga delle Shetland

4 marzo 2013
La vela issata della Dim Riv, Shetland © Andrea Lessona I membri dell'equipaggio si preparano a issare la vela della Dim Riv, Shetland © Andrea Lessona La Dim Riv ormeggiata nel molo di Lerwick, Shetland © Andrea Lessona

È l’imbarcazione costruita secondo la foggia norrena che durante l’estate porta i turisti nella baia del porto di Lerwick facendo loro vivere un viaggio a ritroso nel tempo.

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Isola di Noss, il nido delle Shetland

11 febbraio 2013
Il massiccio del Noup, Isola di Noss © Andrea Lessona L'Holm di Noss, Isola di Noss © Andrea Lessona Abitazione lungo la costa dell'Isola di Bressay © Andrea Lessona

Questo lembo di terra disabitato è riserva naturale nazionale sulle cui scogliere vivono e nidificano migliaia di uccelli che qui hanno trovato dimora sicura.

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Lerwick, la capitale delle Shetland

28 gennaio 2013
Il vecchio molo di Lerwick © Andrea Lessona L'interno della City Hall di Lerwick © Andrea Lessona Fort Charlotte di Lerwick visto dal mare © Andrea Lessona

E’ la capitale delle Shetland e il cuore pulsuante economico e amministrativo dell’arcipelago. Una cittadina dall’antica bellezza che si svela passo a passo a chi la visita.

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Isole Shetland, Scozia © Andrea Lessona

Isole Shetland, Scozia © Andrea Lessona

Oltre l’orizzonte della Scozia, le isole Shetland si riverberano nella simmer dim. La luce crepuscolare del Nord le dipinge di blue e rame brunito, esaltandone il profilo emerso dall’Atlantico. Ed è lì che, partito da Edimburgo con un piccolo aereo a elica, sono andato: volevo scoprire queste terre estreme, capirne lo spirito, conoscerne la tradizione, la storia e la cultura.

Così, subito dopo essere atterrato nel piccolo aeroporto di Sumburgh, mi sono messo al volante. E nella notte chiara ho attraversato la South Mainland sino a Lerwick, la capitale. Tremula si specchiava nelle acque della baia, riflessi di pietra allungati nel porto dove trovano lavoro molti dei 23 mila abitanti dell’arcipelago. Il giorno dopo ho camminato passo a passo la “da toon”, come la chiamano qui.

Chilometri di storia distesa dalla collina sino al vecchio attracco da cui sono salpato a bordo di un battello per vedere l’isola di Bressay, coi suoi archi di roccia e le grotte profonde, e i 142 metri di parete dell’isolotto di Noss, nido verticale di migliaia di uccelli marini.

Ritornato nel porto, la sera ne ho navigato le acque vicine a bordo di un drakkar, una nave a remi perfettamente ricostruita in foggia vichinga: è per i turisti attrattiva da vivere e per i locali memento per ricordare che le isole Shetland hanno profonde radici norrene svendute alla Scozia per una dote non pagata.

Era il 1469 quando re Cristiano I di Norvegia non riuscì a onorare il contratto per il matrimonio della figlia Margaret con re Giacomo III e cedette le isole in pegno. Tre anni dopo divennero parte del regno scozzese. Sebbene nei secoli l’arcipelago abbia assorbito usi religiosi e amministrativi britannici continua a essere terra e storia a sé, tanto da avere una bandiera propria, e mal sopporta le intrusioni di Edimburgo e ancor di più di Londra.

Aumentate di molto da quando alle isole Shetland sono stati scoperti il petrolio e i gas naturali che, “spediti” nel resto del Regno Unito, sono ennesimo motivo di disappunto per la gente di qui. Parecchi dei locali che ho incontrato me l’han detto chiaro: “Non siamo né scozzesi né inglesi, ma shetlanders. E non ci piace che le nostre ricchezze vadano altrove. Noi nemmeno le usiamo: oltre il 55 per cento dell’energia che consumiamo viene dall’eolico”.

Infatti mentre nei giorni dopo attraversavo le isole ho visto il loro orizzonte profilato di pale eoliche. Già a partire dalla collina di Lerwick la cui strada porta alla vicina Scalloway: l’antica capitale dell’arcipelago è nota per il castello – classico esempio di casa-torre fortificata – e per il museo. Tra le mura del suo piccolo edificio si racconta la vita dei pescatori e le gesta dello Shetland Bus, il servizio di pescherecci che durante la seconda guerra mondiale portò in salvo molti norvegesi braccati dai nazisti.

Poi ho proseguito verso Tondra e Bruna, due lingue di terra allungate nell’Atlantico e unite a sé da ponti strettissimi a una sola corsia. Qui ho potuto vedere come vivono i farmers, gli agricoltori-pescatori delle isole. Gente semplice e di gran cuore mi han mostrato le loro fattorie in cui pascolano i famosi pony e le loro barche costruite secondo il vecchio sapere norreno.

In un inglese stretto, a volte incomprensibile per l’uso di parole di un dialetto antico, mi hanno raccontato la loro vita difficile vissuta al ritmo delle natura che non cambierebbero mai. E a ogni miglio percorso per queste lande, disseminate dalla bellezza della natura, ne ho capito il perché.

Così risalendo verso nord ho superato la Central Mainland, il cuore delle isole Shetland, e ho proseguito verso ovest per arrivare a Sandness nel Westside. Una fertile oasi di prati verdi mi si è aperta davanti tra brughiere di torba. Da lì ho visto Papa Stour, l’atollo gettato al largo, formato da lava e ceneri vulcaniche raggiungibile con piccoli aerei o col traghetto.

Guidando sino a Voe, il nodo viario della zona centrale che ospita i distretti di Nesting, Lunnasting & Deting, sono andato verso Brae, il piccolo villaggio che si distende sulle rive del Sullom, il più grande loch marino delle isole Shetland. Da lì ho attraversato il selvaggio Northmavine e ho raggiunto Ronas Hill, la cima più alta delle isole coi suoi 450 metri. Da lassù le ho abbracciate tutte con lo sguardo anticipando la mia prossima meta: Yell.

È la prima delle North Isles, terre quasi sconosciute alla maggior parte dei turisti che si avventurano oltre l’orizzonte della Scozia. Qui, arrivato col traghetto da Toft, ho alloggiato due giorni per poter scoprire questa terra desolata e andare nell’isoletta di Fetlar, il giardino dell’arcipelago: è una zona verde e rigogliosa, ben diversa da Unst.

L’ultimo lembo delle Shetland, raggiunta anch’essa col ferry, è una striscia intrisa di bellezza straordinaria: l’ho percorsa tutta sino in cima dove si trova l’edificio più a nord del Regno Unito. Poi, costretto dal tempo tiranno, ho rifatto la strada a ritroso riavvolgendo in un giorno solo il nastro del viaggio.

Lungo la parte finale del percorso ho potuto meravigliarmi della bellezza architettonica e naturalistica della South Mainland: quella che la notte chiara e la fretta di raggiungere Lerwick mi avevano negato al mio arrivo. Giunto all’aeroporto di Sumburgh, ho lasciato la macchina e il cuore e mi sono imbarcato sul piccolo aereo a elica. Mentre volava verso Edimburgo mi son voltato a guardare le isole Shetland riverberarsi nella simmer dim.

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