Rothiemurchus, tiro al piattello in Scozia

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Tiro al piattello a Rothiemurchus © Andrea Lessona

Tiro al piattello a Rothiemurchus © Andrea Lessona

Il piattello vola tra i pini della Caledonia, lo seguo nel mirino del fucile e faccio fuoco: pezzi del bersaglio cadono sparsi nella foresta. E’ il mio primo colpo di uno sport che qui, nel cuore del Cairngorms National Park, è tra le principali attrattive offerte agli ospiti di Rothiemurchus.

La tenuta dista pochi chilometri dalla stazione di Boat of Garten, il piccolo villaggio delle Highlands: è lì che ieri sera si è fermato il Royal Scotsman. Così stamane gli altri passeggeri del treno più famoso di Scozia ed io siamo stati accompagnati in pulmino in questa zona per scoprirne la magia: un mix perfetto tra uomo e natura che si rinnova nei secoli.

Accolti dalla proverbiale ospitalità scozzese nella Casa da caccia, ognuno di noi ha potuto scegliere quale attività fare. Tra la pesca nel fiume Spey, un tour in macchina per la campagna e il tiro al piattello, non ho avuto dubbi: volevo riprovare quell’ebbrezza bambina vissuta al luna-park, e vedere il percorso in sicurezza per i tiratori nella foresta.

Rothiemurchus è una delle zone più estese e importanti in cui sono conservati i pini nativi della Caledonia (l’antico nome che i Romani diedero all’attuale Scozia), ed è parte integrante del Cairngorms National Park, il parco istituito nel 2003. La sua area copre 4528 metri quadrati e regala gli splendidi scenari delle Cairngorms Mountains e dei laghi intorno.

E poi c’è la storia che qui, tra queste valli, racconta dei primi insediamenti umani dell’ottavo secolo, del nome guerriero dei Pitti che con facce dipinte e urla feroci terrorizzavano i nemici mentre scendevano dalle colline per difendere la loro libertà in pericolo.

Forse, anche per questo, il tiro al piattello va molto di moda: “Non siamo più quelli di un tempo, Sir – mi confessa sorridente l’istruttore mentre mi aiuta a imbracciare il fucile -. Ma di certo il nostro animo guerriero non si è annacquato nei secoli. E’ il nostro orgoglio scozzese che ce lo ricorda”. E vedendolo maneggiare l’arma non posso che dargli ragione.

Nelle sue braccia non c’è solo forza e destrezza ma una sorta di reminescenza donata, una capacità di stirpe tramandata nel sangue. Così seguendo i suoi consigli, anche io riesco a colpire qualche piattello svolazzante nel cielo e qualcun’altro rotolante a terra che fa il verso a una lepre in corsa.

Finito di imitare con poca gloria i veri tiratori, vengo riaccompagnato alla Casa da caccia della tenuta. Tra le sue mura antiche si racconta la storia della famiglia Grant che la possiede da oltre 400 anni.

Nel 1574 dopo circa due secoli di lotte intestine nella zona, Patrick Grant, venne designato “of Rothiemurchus” da Re Giacomo VI. Così da allora, la proprietà è stata tramandata di generazione in generazione sino ai giorni nostri quando gli ultimi discendenti, Johnnie e Philippa, l’hanno ristrutturata e aperta la pubblico.

In questo modo la bellezza che era di pochi è ora per tutti quelli che vogliono attraversare la tenuta. Lungo le strade strette che tagliano Rothiemurchus e il Cairngorms National Park, anche loro potranno vedere volare tra i pini della Caledonia qualche piattello scampato agli ultimi guerrieri scozzesi.

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