Pony delle Shetland

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Criniera nel vento, mantello bianco immacolato e coda schioccata come frusta il pony delle Shetland corre lungo la staccionata della strada: insegue la mia macchina mentre guido via da lui e dalla sua voglia inesauribile di biscotti.

Non potevo fare altro dopo avergli dato l’ultimo, mangiato dalle mie mani straniere. Il carattere docile è prerogativa di tutta la sua razza, simbolo delle isole dell’arcipelago alle quali appartiene e dalle quali prende il nome.

Nel mio viaggio attraverso queste terre al largo della Scozia, ne ho visti davvero tanti: tutti diversi e tutti così uguali nei colori dipinti e negli occhi dolci. I pony delle Shetland pascolano sereni nei grandi recinti delle fattorie, e per i bambini più fortunati sono amici sinceri da cavalcare.

pony_2In passato, però, questi animali erano usati per lavori pesanti. In proporzione alla taglia sono i cavalli più forti al mondo. Nei loro 107 centimetri di altezza massima c’è un’energia inesauribile che li rende instancabili al lavoro.

Ecco perché sin dall’età del Bronzo i pony delle Shetland hanno trainato carichi pesanti, aratro terreni duri e trasportato carbone. I più sfortunati non hanno mai visto il sole, prigionieri del buio nelle miniere gallesi.

Sono stati strappati alle loro radici e portati negli inferi britannici durante la Rivoluzione Industriale. La taglia piccola e la forza grande erano perfette per farne talpe da trasporto: passavano da una galleria all’altra dove spesso morivano senza aver respirato l’aria di fuori.

Finito il periodo nero, i Pony delle Shetland diventarono i nuovi balocchi della nobiltà inglese: possederne uno andava di gran moda, ninnolo esibito di una classe senza classe. La Regina madre era patronessa della Shetland Pony Stud Book Society.

Invece qui, nell’arcipelago, continuarono a essere usati come animali da soma. Ma erano parte essenziale del lavoro e della vita familiare. Il crine della coda era usato per fare reti da pesca. Poi, con l’avvento della modernità, i trattori hanno preso il loro posto.

La maggior parte dei pony delle Shetland non si trovano nelle isole a Nord: più si sale verso settentrione, più il terreno diventa arido, le tenute agricole si diradano e i “cavallini” non colorano l’orizzonte col loro manto spesso.

Ma in molte altre zone delle isole, sono lì a farsi cavalcare dai bambini. O a fianco della strada, in attesa di un viaggiatore straniero per mangiargli dalle mani l’ultimo biscotto. E poi correre via, la criniera nel vento.

Per approfondire:
Wikipedia

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