Lerwick, la capitale delle Shetland

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Il vecchio molo di Lerwick © Andrea Lessona

Il vecchio molo di Lerwick © Andrea Lessona

Riflessi d’antica pietra si specchiano tremuli nel vecchio porto e disegnano Lerwick. Dal lungo mare dell’Esplanade li guardo distendersi e poi svanire al largo. Dopo una lunga camminata sono arrivato qui dove la capitale delle Shetland inizia e il mio giro tra le sue vie e la sua storia finisce.

Una storia cominciata nel Seicento quando nella “baia fangosa”, Leir Vik in lingua norrena, viene costruito un insediamento temporaneo per approvvigionare i pescherecci olandesi a caccia di aringhe.

Negli anni a venire, gli oltre ventimila uomini sbarcati su questa terra trasformano l’area in una cittadina: tanto che due secoli dopo con l’arrivo di nuove imbarcazioni scozzesi, inglesi e scandinave Lerwick diventa un centro importante per la pesca.

Il porto si ingrandisce: oltre a imbarcazioni di ogni tipo e stazza ospita pure qualche baleniera che fa scalo alle Shetland per ingaggiare equipaggi capaci, e poi salpare per il Nord Atlantico in cerca dei grandi mammiferi.

Il commercio cresce sempre più, gli affari si moltiplicano e nuovi edifici sorgono allo scopo: chiamati lobberies, dal norreno antico che significa “roccia di carico”, hanno un piccolo magazzino e un piccolo cortile con molo privato. Molto utile per il contrabbando.

Poi alla fine dell’Ottocento con la costruzione dell’Esplanade lungo la costa, l’accesso al mare viene chiuso. A eccezione di un piccolo tratto oltre il Queen’s Hotel. Oltre c’è la Bain’Beach, un lembo di sabbia dorata che ho visto stamattina dopo aver lasciato il molo.

Da lì ho camminato Commercial Street: la lunga e stretta via, cuore di Lerwick, è un mix di stili architettonici e case di ogni foggia. Inconfondibile il neo-barocco della Banca di Scozia, caratteristiche le Anderson Homes vittoriane e la Anderson High School con abbaini ornati e torri franco-scozzesi.

Di grande impatto sono le mura turrite di Fort Charlotte che un tempo si alzavano direttamente sulla spiaggia. Fu costruito nel 1665 da Carlo II ma nel 1673 fu attaccato e distrutto dalla flotta olandese.

Rifatto ex novo negli anni 80 del Settecento, oggi viene usato raramente dalla Milizia Territoriale ed è visitabile. Dai suoi parapetti possenti ho potuto vedere da una prospettiva più alta la baia naturale che protegge Lerwick, e capire meglio perché fu fondata qui.

Poi prendendo uno degli innumerevoli closses, gli stretti vicoli tra una casa e l’altra, ho salito la collina e passo a passo ho scoperto la New Town. Qui gli edifici in stile vittoriano sorgono ordinati su Hillhead, la via principale che conduce al Municipio.

Costruita in stile baronale scozzese grazie a una sottoscrizione pubblica, la City Hall ha una torre centrale fortificata nel luogo più alto della città. Tra le sue mura ho visto molti dei pannelli di pietra scolpita, gli stemmi araldici e le finestre policrome: tutti testimoni della storia delle isole.

Scendendo la collina dalla strada principale, ho raggiunto dopo una bella camminata lo Shetland Museum. Nella nuova sede, aperta da poco, ospita oggetti a tema nautico e addirittura il primo telefono dell’arcipelago.

Tagliando Lerwick in trasversale sono andato alla sua periferia: vicino alla strada che porta a Sumburgh si trova il Clickimin Broch. Questa torre preistorica circolare sorge su quella che un tempo era una piccola isola nel lago omonimo.

Da qui, spinto dal vento, ho di nuovo guadagnato la costa e ho raggiunto il porto moderno di Lerwick. Nel suo bacino ospita traghetti, pescherecci, navi con rifornimenti per le piattaforme petrolifere, navi per rilievi sismici, navi della marina militare nel Mare del Nord e navi da crociera che fanno tappa alle Shetland per poche ore.

In questa zona legata stretta al nuovo complesso industriale lavorano molti dei 7500 abitanti della città e dell’intero arcipelago. Si è sviluppata negli anni ’70 dello scorso secolo dopo la scoperta e l’estrazione del petrolio vicino alle isole.

Camminando la via principale parallela alla baia e proseguendo poi sul lungo mare dell’Esplanade sono arrivato qui dove riflessi d’antica pietra si specchiano tremuli nel vecchio porto e disegnano Lerwick.

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