Isola di Unst, alla fine delle Shetland

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Alla fine di Unst e delle Shetland © Andrea Lessona

Alla fine di Unst e delle Shetland © Andrea Lessona

Dalla punta di Unst respiro il vento forte dell’Atlantico, e vivo la fine delle Shetland. È qui a Skaw, dove si arrampica l’ultima casa costruita sul suolo britannico, che l’arcipelago si lascia cadere nel mare in burrasca. E la terra scompare tra le onde furenti.

Per godere di questo scenario drammatico ho attraversato l’isola in diagonale, seguendone la A968 – la strada principale. Dopo essere sbarcato a Belmont dal traghetto proveniente dalla vicina Yell, ho deviato subito a est.

Superato Uyeasound, il secondo centro di Unst dal passato e dai resti anseatici, ho intravisto dall’asfalto la Standing Stone – lascito vichingo ben conservato. Come il castello di Muness, la minuta struttura difensiva dai bastioni sporgenti e torrette del 1598.

Poi con il vento alle spalle, ho risalito la A968 e mi son riempito gli occhi delle onde d’erba che delineano il terreno dell’isola. Nella pioggia furente ho intuito i contorni sfocati di Baltasound.

Nel villaggio principale di Unst vive la maggior parte dei 900 abitanti che ogni giorno affrontano indifferenti il divenire contrastato del tempo. Qui, tra le pareti della vecchia scuola, si trova l’Heritage Centre: storia vissuta dell’isola e del suo boom economico passato grazie alla pesca delle aringhe.

Proseguendo verso nord, ho incontrato il famosissimo Bobby’s bus shelter. Il rifugio di Mr Bobby Macaulay, un eccentrico signore della zona, è ancora più bello di come avevo letto prima di arrivare qui.

Per non farsi mancare nulla durante l’attesa dei bus di Unst, l’uomo ha trasformato la fermata delle corriere in un vero e proprio confortevole nido dove ci sono televisore, microonde, telefono e una comodissima poltrona su cui riposare i pensieri.

Con la pioggia sempre più tagliente ho continuato il mio viaggio tra il verde grigiastro dei massi di serpentino che danno colore a molte zone dell’isola. Superata la Keen of Hamar, la riserva naturale nazionale in cui camminare tra il brullo delle sue distese simil lunari, ho raggiunto Harolddswick.

Qui, sulla collina, si trova l’ufficio postale più settentrionale della Gran Bretagna. Appena sotto, tra il grigio anonimo di qualche casa sparsa, c’è l’Unst Boat Heaven. Il museo ha esposte molte imbarcazioni storiche.

Come quella che ho visto lungo la strada: la sua foggia norrena mi ha fatto fermare di scatto. Ho potuto salirci a bordo grazie alla gentilezza fiera del responsabile del piccolo centro storico ospitato in un container.

La Skidblander è una replica di una nave vichinga del IX secolo scoperta in un sito funerario in Norvegia nel 1880. Costruita da un team svedese, l’imbarcazione è stata acquistata dalla Shetland Amenety Trust come memento della cultura norrena a Unst.

Lasciato il mio ospite e la sua cortesia ho proseguito per la A968. Nella pioggia incessante ho intravisto alla mia sinistra il Loch of Cligg, il lago più grande delle Shetland. Poi, superando la spiaggia, ho risalito la strada e sono arrivato a Skaw.

Oltre c’è il Burra Firth, l’insenatura a fiordo protetta dal promontorio di Saxa Vord. Sulla sua cima si trovano alcune installazioni del ministero della Difesa. Da lì, nei giorni limpidi, si vede il faro di Muckle Fugga, luce intermittente nell’oceano ora in burrasca.

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