Isola di Fetlar, il giardino delle Shetland

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Isola di Feltar, il giardino delle Shetland © Andrea Lessona

Isola di Feltar, il giardino delle Shetland © Andrea Lessona

Brughiere in fiore e prati verdi si distendono densi sull’isola di Fetlar, il giardino delle Shetland. Guidando sulla B9088, la strada che taglia in due l’atollo, li guardo profilare l’orizzonte.

Un orizzonte basso e grigio che sin da stamane, quando sono partito col ferry da Gutcher a Yell, ha caratterizzato il mio viaggio: venti minuti di onde mosse per attraversare il tratto di mare tra i due lembi di terra e arrivare qui.

Qui dove il pendio è sfregiato dai resti di Brough Lodge, costruzione turrita a pianta irregolare voluta da Sir Arthur Nicolson. Fu questo proprietario terriero che nella prima metà dell’Ottocento mandò via dall’isola di Fetlar gran parte dei suoi affittuari.

Diede loro un preavviso di 40 giorni per sgombrare e lasciare i poderi per far pascolare le pecore. Dei 900 abitanti di allora, oggi sono rimasti meno di un centinaio di discendenti – gente fiera e ospitale che vive nelle zone meridionali e orientali dell’atollo.

Appena dopo i resti in pietra e mattoni di Brough Lodge scorgo il folly, una torre rotonda realizzata da Nicolson con gli avanzi delle fattorie abbandonate. Vicino, alcuni pony corrono liberi tra i prati. Proseguendo sulla B9088 arrivo a Houbie, l’insediamento principale dell’isola di Fetlar.

Qualche casa sparsa, un minimarket e la tettoia trasparente della fermata del bus lungo la strada. Poco per considerarlo un paese abbastanza per costruirci un centro, l’Interpretive Centre.

Dovrebbe essere aperto da maggio a settembre, ma non lo è. Così invece di scoprirne l’interno che racconta la storia dell’isola di Fetlar e fornisce informazioni sulla rarissima avifauna dell’atollo e gli scavi archeologici vicini, guardo il murales di fuori.

Colori sgargianti nel grigio delle mura al cui fianco risalta la proverbiale cabina telefonica rossa, quella tipica e inconfondibile che si trova in tutta la Gran Bretagna. Anche qui. Qualcuno, dalla fretta, non ha riagganciato la cornetta che oscilla nel vento.

Un vento soffiato forte che arriccia le onde appena dopo l’insenatura, luogo ideale per costruire una casa e respirare ogni giorno il mare. Lo guardo rapito nel suo movimento infinito mentre bagna l’isola di Fetlar.

Poi riprendo la strada e guidando attraverso il giardino delle Shetland arrivo di fronte alla baia che prende il nome del Funzie Girt – l’antica linea di confine in pietra di incerta data, che divide l’atollo in due, delimita la fine della sua costa scoscesa e del mio viaggio.

Per approfondire:
Wikipedia

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