Glen Ord Distillery, il sapore delle Highlands

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Glen Ord Distillery © Andrea Lessona

Glen Ord Distillery © Andrea Lessona

Il velluto liquido del single malt scivola in gola, e accende l’anima di uno dei sapori più intensi delle Highlands. Seduto nella sala di degustazione della Glen Ord Distillery, assaporo il whisky prodotto sulla Black Isle.

Sono arrivato qui, tra le mura di una delle distillerie più vecchie di Scozia, dopo essere sbarcato dal Royal Scotsman al Muir of Ord, a pochi chilometri da Inverness. Anche questa è una delle tante escursioni offerte ai passeggeri che hanno scelto di viaggiare sul treno delle Highlands.

Già fuori dallo stabilimento, nel freddo umido della pioggia battente, l’odore del whisky annuncia la sua presenza. E’ il preludio alla visita guidata che inizia appena varcata la soglia.

Nell’androne dove sono in vendita migliaia di bottiglie di ogni anno e di ogni prezzo, c’è la guida che attende i visitatori e spiega loro cosa sarà: un tuffo negli antichi sapori di Scozia.

La storia della distilleria inizia nel 1838 quando Robert Johnstone e Donald MacLennan fondano la Ord Distillery Company e impiegano 18 persone. Nel 1847, però, i due uomini fanno bancarotta e solo nel 1885 Alexander McLennan e Thomas McGregor, riprendono la produzione legalmente, visto che clandestinamente non era mai venuta meno.

Il whisky viene venduto anche nelle colonie britanniche di Singapore e del Sud Africa sino a quando nel 1 870 McLennan muore e lascia tutto alla sua vedova che risposatasi di lì a poco affida al nuovo marito la gestione della Ord Distillery. Alexander MacKenzie se ne prende cura sino al 1896, quando la vende a James Watson & Son di Dundee, che l’acquistano per 15.800 Sterline.

Da allora, la distilleria è sempre rimasta in funzione eccezion fatta per il periodo a cavallo delle due Guerre Mondiali quando l’orzo, usato per la produzione di whisky, era invece destinato a beni di prima necessità.

Oggi la Ord Distillery è di proprietà della Diageo ma il segreto del suo successo, che le ha permesso di vincere l’International Wine and Spirit Competition nel 1994 e nel 1996, e il Monde Selection nel 1996 e nel 1997, è rimasto lo stesso.

Lo ha confessato candidamente la guida, mentre ha mostrato a me e ai passeggeri del Royal Scotsman le botti di quercia dove è conservato a invecchiare il whisky: “Continuiamo a trasformare in malto il nostro orzo e a usare una lunga fermentazione e lenti metodi di distillazione”.

E’ così da generazione in generazione e il risultato è percepibile alla fine del tour nella sala di degustazione: dove il velluto liquido del single malt scivola in gola, e accende l’anima di uno dei sapori più intensi delle Highlands.

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