Eilean Donan, il castello più famoso di Scozia

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Eilean Donan Castle © Nagillum

Eilean Donan Castle © Nagillum

Dalla sommità delle Highlands i raggi del sole si allungano nella valle, brillano nelle acque dei tre laghi salati e dipingono il castello di Eilean Donan. Qui, dove il Loch Duich incontra il Loch Long e il Loch Alsh, un lembo di terra si è fatta isola per ospitare il maniero più famoso della Scozia.

Supero la garrita del custode su cui sventola la bandiera scozzese, e attraverso il ponte in pietra che unisce la terra ferma al maniero. I miei passi affondano nella ghiaia spessa che porta all’entrata.

Un portone dal legno pesante e intarsiato si apre su una sala dai soffitti bassi: il bagliore artificiale di luci soffuse illumina a stento i pannelli e i plastici che raccontano la storia di quest’isola.

A darle nome fu un monaco irlandese, Donan, che nel 580 venne in Scozia per evangelizzare la terra degli Highlanders. I suoi seguaci si stabilirono qui, formando un comunità cristiana tra il VI e il VII secolo.

Ma solo intorno al 1220 venne edificato il primo castello da Alessandro II come baluardo contro le razzie dei vichinghi. Alcuni sostengono che Robert Bruce, in fuga dagli inglesi, vi trovò rifugio.

Inglesi che nel 1719 durante una delle insurrezioni giacobite per l’indipendenza della Scozia bombardarono il castello e i suoi occupanti: 46 soldati spagnoli arrivati per aiutare gli Stuart a riprendersi il trono su cui sedevano gli Hannover.

Il maniero rimase abbandonato a se stesso sino al 1912 quando il Tenente Colonnello John MacRae-Gilstrap decise di ricostruirlo. Massi enormi vennero tagliati nella zona, legni pregiati per gli interni arrivarono da Edimburgo, i pesanti tetti d’ardesia dalla regione del Caithness. Tutti trasportati via nave.

I lavori, che subirono una pausa durante la Prima Guerra Mondiale, costarono un quarto di milione di sterline. L’Eilean Donan venne inaugurato nel 1932, e oggi è uno dei simboli della Scozia, grazie alla lucida follia di quest’uomo.

Entro nella Billeting Room, un soffitto a botte sembra schiacciare il cammino acceso, dove brucia fuoco di torba. L’odore acre impregna la stanza e i suoi mobili. Qui il Dottor Samuel Johnson e James Boswell si fermarono a prendere “un buon té” durante il loro epico viaggio alle Ebridi.

Ma la sala più grande, che trattiene cimeli e la storia della Scozia è la Great Hall: intorno al tavolo rettangolare le pareti ospitano ritratti, bandiere, armi di chi credette in un sogno e morì per realizzarlo: la Libertà della Scozia.

Dopo una visita veloce alle Camere da letto e alle Cucine, esco dal castello di Eilean Donan e cammino intorno al suo perimetro. Arrivo davanti a due cannoni puntati verso il mare aperto: fanno la guardia al War Memorial del maniero. Una lapide ricorda i caduti del Clan MacRaes durante la Prima Guerra Mondiale.

Tra i loro nomi spicca la frase del Tenente Colonello: “In Flanders fields the poppies blow between the crosses, row and row”. Per tutti la poesia simbolo del primo conflitto mondiale. Il mio sguardo cade sui fiori appassiti davanti al monumento.

Poi attraverso il ponte per ultimo, mentre il custode ammaina la bandiera scozzese. Dalla sommità delle Highlands, le ombre della sera si allungano nella valle, scuriscono le acque dei tre laghi salati, e chiudono l’Eilean Donan Castle.

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