Dunvegan Castle, la fortezza del Clan MacLeod

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Dunvegan Castle, la fortezza del Clan MacLeod © Subichan

Dunvegan Castle, la fortezza del Clan MacLeod © Subichan

La torre del Dunvegan Castle graffia il cielo di Skye, specchio blu in cui entrano i suoi merletti. Sospesa sul basalto della roccia davanti al lago, la fortezza del Clan MacLeod presidia la costa nord ovest dell’isola più grande delle Ebridi dal XIII secolo.

L’unico castello di tutta la Scozia a essere abitato in modo continuo è circondato da cinque acri di giardini che lo nascondono alla vista di chi come me è arrivato dalla A850. Solo un cartello sbiadito e uno spiazzo sterrato dove lasciare l’auto segnalano la sua presenza.

Superata la cancellata, sono entrato in un’altra dimensione: quella camminata tra i rododendri in fiore, il fruscio del vento e il flusso della cascate che porta acqua e vita alle culture del parco. Qui ci si può davvero perdere per ore infinite, sino a quando il sentiero principale non mi ha fatto arrivare davanti all’ingresso del Dunvegan Castle.

La sua foggia vittoriana risale al XIX secolo. Fu tra il 1840 e il 1850 che seguendo i piani di Robert Brown di Edimburgo, il 25° Capo del Clan MacLeod lo volle così: maestoso e fiero come la stirpe guerriera cui appartiene. I lavori costarono ottomila sterline dell’epoca.

Varcata lo porta principale, mi sono trovato a seguire la moquette rossa che, come filo disteso, lega le stanze visitabili della fortezza. Nei miei passi e nei secoli sono stato preceduto da personaggi comuni e famosi.

Il primo fu il Dottor Johnson nel 1773 durante il suo epico viaggio alle Ebridi. Poi Sir Walter Scott nel 1814 e poi ancora migliaia e migliaia di altre persone che dal 1933, quando il castello venne aperto al pubblico, sono arrivati qui sull’Isola di Skye.

Tutte, o quasi, curiose di vedere la fortezza del Clan MacLeod e i suoi tesori senza tempo: ritratti di famiglia, mobili antichi, libri, trofei e armi. Anche se l’attrattiva principale sono i resti della “Fairy Flag”, la Bandiera Fatata.

“Secondo la leggenda è parte della coperta in cui le fate avvolsero un bambino capo clan per preservarlo dal male” mi ha raccontato la guida del Dunvegan castle. “Ma esiste anche un’altra versione che fa risalire la storia a una Crociata cui partecipò un leader scozzese in Terra Santa.

Lì incontrò un demone donna: durante la lotta lasciò nelle mani dell’uomo il bordo del vestito prima di scomparire negli inferi. A prescindere dalla sua origine – ha aggiunto la donna -, la bandiera ha proprietà soprannaturali. Chi la possiede, può sventolarla solo tre volte per prevenire dei disastri. E’ già stata usata in due occasioni…” .

Uscito sulle mura esterne ho guardato il Loch Dunvegan distendersi sino all’orizzonte. Lungo le sponde del lago che dà nome al maniero ci sono colonie di foche che possono essere viste durante uno dei giri in barca organizzati: partono dal molo davanti alla roccia baslatica su cui fu costruita la fortezza.

Nelle acque del bacino, salate dal mare, le alghe formano una banchina variopinta. Colori distesi dove alcuni cuccioli riposano in cerca del sole alternato dalle nuvole soffiate dal vento dell’Atlantico.

È da qui che guardo la torre del Dunvegan Castle graffiare il cielo di Skye, specchio blu in cui entrano i merletti della fortezza del Clan MacLeod.

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