Castello di Glamis, stirpe regale scozzese

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Glamis Castle © Andrea Lessona

Glamis Castle © Andrea Lessona

Il suono della cornamusa riempie l’aria intorno al Castello di Glamis, storia in note di uno dei castelli più belli della Scozia. La ascolto seguendone l’eco tra le mura antiche sin dall’ingresso: è lì che il musicista di kilt vestito ha accolto me e gli altri passeggeri del Royal Scotsman.

Siamo arrivati qui dopo essere sbarcati a Dunkeld, la piccola cittadina a pochi minuti da Perth. Qualche chilometro in pulmino nel verde delle valli dell’Angus ricamate di brughiera, ed eccoci nella dimora del conte e della contessa di Strathmore e Kinghorne.

Il castello appartiene alla famiglia Bowes-Lyon dal 1372 per concessione di re Robert II. E’ famoso nel mondo per essere stato l’abitazione giovanile della regina madre Elizabeth, diretta discendente del casato e mamma di Elisabetta II, attuale sovrana del Regno Unito di Gran Bretagna. Sempre qui nacque la sorella della monarca, Margaret d’Inghilterra, la Principessa dagli occhi tristi.

Nei secoli, il Castello di Glamis è stato più volte trasformato e modernizzato sino a renderlo lo splendore che è oggi: a cominciare dalla Dining Room. E’ lì che, seguendo l’eco della cornamusa all’entrata, inizia il tour guidato del maniero. Insieme agli altri passeggeri del Royal Scotsman posso ammirare il soffitto intagliato del 1850 in cui spiccano i cardi di Scozia, le rose d’Inghilterra e i leoni della famiglia Lyon.

Al centro della stanza risalta l’imponente tavola in mogano: quando viene allungata può accogliere sino a 40 ospiti per la cena. Un altro oggetto di grande valore, oltre ai vari ritratti della famiglia Bowes-Lyon, è il galeone d’argento, divenuto centrotavola inamovibile dopo che i tredicesimi conti di Strathmore e Kinghorne lo ricevettero come dono per la celebrazione delle nozze d’oro nel 1903.

Uscito dalla Dining Room sento i miei passi rimbombare nella Cripta: è il cuore antico del Castello di Glamis in cui rivivono i trofei di caccia dell’era Vittoriana e il metallo dell’armatura riflette la luce tenue delle candele. Il luogo nasconde la Stanza segreta di Glamis in cui gli antenati della Regina Madre erano soliti avere incontri riservati.

Il tour prosegue nella Drawing Room: è, a detta di tutti, l’appartamento più bello del maniero. Grazie alle due grandi finestre, il sole entra a rischiarare le pareti raffinate e abbellite con arazzi preziosi e i soliti ritratti dei vecchi proprietari. A rendere questa stanza ancora più impressionante è di certo il grande camino costruito nel 1603 dopo l’unione delle due corone inglese e scozzese.

Poi col silenzio che è dovuto ai luoghi sacri, entriamo nella Cappella. I quadri dell’artista olandese Jacob de Wet risaltano nella semioscurità del luogo che si dice, sia abitato da Janet Douglas, la Signora Grigia di Glamis. Fu Rose, la sorella della Regina Madre Elisabeth a vederla un giorno mentre suonava. Credendola di carne e ossa l’aspettò per ore affinché uscisse dalla cripta. Ma in vano.

Poco più in là, seguendo ancora l’eco, la Stanza da Biliardo riporta tutti a una dimensione più terrena. Costruita nel XVIII secolo, questa stanza era in origine la biblioteca del castello. Alle pareti, ci sono ancora molti libri, anche se spiccano cinque splendidi arazzi di Thomas Poyntz. Dopo il gioco, il passo è breve verso il riposo: qualche metro e si può vedere la stanza di Re Malcolm.

La camera ne prende il nome perché il sovrano morì qui nel 1034. Le ragioni della sua dipartita sono avvolte nel mistero e variano dall’assassinio, all’incidente di caccia sino a una ferita mortale in battaglia. Nei secoli, nonostante l’accaduto, divenne la stanza privata dei Signori del casato.

Le camere adiacenti, invece, fanno parte degli appartamenti reali. Nel 1923 la Contessa convertì questa ala del Castello di Glamis in stanze private per la figlia, la futura regina Elisabetta, e suo marito.

Il salotto ospita molte fotografie dei Bowes-Lyon: una è firmata dalla principessa Margaret, il primo membro della famiglia reale a essere nata in Scozia dopo oltre tre secoli. Nella stanza da letto dei sovrani spicca il grande letto a baldacchino: i drappi furono ricamati negli anni dalla Regina Madre.

L’ultimo appartamento è quello del Re. Il luogo, in realtà, era lo studio di Giorgio VI e contiene il più vecchio e importante mobile dell’intero maniero fabbricato nel 1660 per il terzo Conte.

Dopo aver finito il tour e lasciato gli altri ospiti a degustare la proverbiale tazza di tè, esco nel verde della tenuta: cammino lungo i sentieri che conducono ai giardini in fiore. L’aria intorno al Castello di Glamis è ancora piena dell’eco della cornamusa.

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